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ADOLESCENZA E NUOVE TECNOLOGIE

Aggiornato il: 11 gen 2018

Dott.ssa Angelino Amalia


Si sa che l’adolescenza è il periodo in cui i ragazzi si sperimentano sempre più in attività e relazioni che gli permettono di crescere e conoscersi come persone anche fuori dal nucleo familiare o scolastico. Le amicizie in questo periodo diventano un campo di esperienza predominante, le modalità di utilizzo delle nuove tecnologie (smartphone, social network ecc..), da questo punto di vista favoriscono un ampliamento delle possibilità di potersi “incontrare” e confrontare in qualsiasi momento o luogo.




Essere online o chattare può avere come opportunità quella di esprimere i propri pensieri ed emozioni con una maggiore facilità proprio perchè filtrati attraverso un canale comunicativo che offre comunque la possibilità di scegliere dove, a chi, cosa dire, oltre i confini spazio-temporali a cui eravamo abituati. Se da una parte la narrazione avviene nell’immediatezza dell’azione e può quindi trovare parole ed immagini che la descrivano, dall’altra il rischio è che ci si esponga con il mero obiettivo di ricevere approvazione, difatti la “likemania” o la followermania” sono diventati il fine più che uno strumento di confronto. Non importa dunque cosa si senta in quel preciso istante, o meglio importa fino a un certo punto, perché la questione diventa strettamente correlata alla ricerca di un’amicizia in più, di un nuovo like che possa farci sentire più popolari, più accettati, meno soli. I dati ci dicono che 5 adolescenti su 10, di 14 anni, sono sempre più iperconnessi, trascorrono in media dalle 3 alle 6 ore al giorno con lo smartphone in mano ed un 10% arriva a stare online (si stima che ogni adolescente sia iscritto anche a 5 social contemporaneamente) anche 10 ore. È dunque fondamentale da parte delle figure educative un accompagnamento “interessato” all’utilizzo di questi strumenti che aiuti nell’utilizzo sia a livello quantitativo che qualitativo, per esempio conoscendone sempre più opportunità e vincoli. In questa ottica il suggerimento che voglio proporre, è di chiedersi il significato che la scelta di un ragazzo ha in quel preciso momento e come questo stia incidendo sulla sua vita, più che di demonizzare, giustificare o evitare di trattare un argomento così attuale e complesso. Quello che mi verrebbe da chiedere anche in modo molto provocatorio ai diretti interessati ma anche al mondo degli adulti è: perché c’è tanto bisogno di mostrarsi forti, seguiti dagli altri, popolari e piacenti? Ritengo che spesso i “nostri ragazzi” possano essere solo la punta dell’iceberg di una montagna di ghiaccio sommersa, il loro comportamento ci è visibile proprio perché diventato “social”, ma in qualche modo può rispecchiare una modalità nuova di pensarsi e relazionarsi all’interno di questa società e che riguarda tutti noi? Questo punto di vista vuole essere uno spunto per una riflessione tanto interessante quanto ardua e che ci rende protagonisti, adolescenti, adulti ed anziani, allo stesso modo.


#PSICOLOGIA #adolescenza

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