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QUANDO PUO' ESSERE UTILE RIVOLGERSI A UNO PSICOLOGO?

Aggiornato il: 24 set 2018



“dallo psicologo ci vanno i matti”,

“mi sono sempre arrangiato a risolvere i miei problemi”

“perché dovrei pagare una persona se ho molti amici che mi ascoltano e danno consigli?”

“chiedere aiuto per me significherebbe dire a me stesso o mostrarmi come una persona fragile”

Queste possono essere alcune delle idee che ciascuno di noi ha quando sente che avrebbe bisogno di aiuto nel comprendere meglio una data situazione o relazioni ma poi non lo fa perché appunto convinto che le risorse che ha sempre avuto a disposizione anche questa volta saranno d’aiuto. Ed io non mi permetterei mai di dirvi che non è così, infatti restano delle risorse su cui contare ancora…però se stai pensando a un aiuto è perchè qualcosa è cambiato e le strategie utilizzate finora non ti sembrano più così efficaci come una volta…o forse iniziano davvero a costarti fatica e ti senti bloccato oppure potrebbe solleticarti l’idea di poter vedere le cose da un altro punto di vista!? Iniziare da questi presupposti significa prendersi cura della propria salute mentale, la quale va di pari passo con la propria salute fisica e con il benessere generale, le persone che scelgono di rivolgersi allo specialista competente in materia lo fanno per attivare un processo di cura, crescita o miglioramento.

Andare a parlare della propria sofferenza o disagio con qualcuno (psicologo, psicoterapeuta, psichiatra) è una decisione che si elabora un po’ alla volta, poiché non si tratta di qualcosa né familiare né naturale. Spesso si attende molti mesi o addirittura anni e, quando ormai il convivere con i propri problemi ha iniziato a compromettere in modo significativo differenti ambiti della propria vita ed il conforto delle persone vicine (familiari, amici,..) non riesce più ad alleviare il proprio malessere, si valuta la possibilità di rivolgersi ad uno psicologo. Lo scopo del presente articolo non è solo quello di chiarire ai nostri lettori quali siano le circostanze in cui rivolgersi ad uno psicologo ma, anche, quello di esortare chiunque riconosca di vivere un momento di blocco, disagio, sofferenza, malessere a prendersi cura della propria salute psicologica tanto quanto fa con la sua salute fisica, superando le barriere mentali costituite da propri ed altrui pregiudizi, stereotipi sociali, convinzioni errate accompagnate da conseguenti vissuti di vergogna, imbarazzo, ostilità e diffidenza.


Quando andare dallo psicologo!?

Qui sottoelencate troviamo alcune delle occasioni che possono motivarci a scegliere di andare da un professionista :


  • per raggiungere una maggiore e migliore consapevolezza di sé, degli altri e delle proprie sfere vitali (familiare, sentimentale, sociale, lavorativa, scolastica),

  • per una crisi temporanea

  • per favorire una crescita interiore personale

  • per delle esigenze di comprensione del proprio modo di relazionarsi, quello dei propri figli o partner

  • orientamento per prendere una decisione

  • per dipanare dinamiche e difficoltà affettive, sociali, familiari, relazionali, scolastiche, lavorative,

  • per uscire da situazioni di stallo e/o blocco,

  • quando alcuni campanellini d'allarme (es. ansia, attacchi di panico, angoscia..) aumentano progressivamente di intensità e frequenza, persistendo troppo a lungo nel tempo e incidendo negativamente nella propria vita a volte fino ad arrivare all’isolamento

  • in caso di lutti ed eventi traumatici,

  • per liberarsi da eccesso di ansia, stress, impulsi, pensieri, paure, difficoltà, idee e sentimenti negativi (tristezza, idee fataliste sul futuro, paure irrazionali),

  • quando notiamo alterazioni del comportamento (ad esempio sbalzi costanti e dell’umore, alterazioni del ciclo sonno voglia, disturbi dell’alimentazione, isolamento ecc..),

  • problematiche correlate all’affettività e/o alla sessualità

  • quando un problema psicologico tende ad aumentare di intensità e frequenza, cronicizzandosi ed invadendo in modo disfunzionale tutte le varie sfere vitali,

  • per ristabilire equilibrio e autostima,

  • per rimodulare l’espressione di alcune emozioni come rabbia, tristezza ecc..

Scrivendo mi sono resa conto che l’elenco potrebbe proseguire ancora parecchio, ci sono moltissime richieste con relative sfumature diverse che ogni persona può fare ad uno psicologo, magari anche cose che qui non mi sono venute in mente ma che una persona sente che vorrebbe comprendere meglio e trovare un nuovo modo di affrontarle.


Come lo psicologo può essere d'aiuto?

  • Sostenendo la persona affinchè il disagio interiore si attenui e/o scompaia,

  • Aiutando a comprendere, riattivare e rinsaldare le proprie energie e capacità, soluzioni e motivazioni interne, permettendo in tal modo il superamento di blocchi ed ostacoli psichici,

  • Creando uno spazio diverso da quelli soliti della vita quotidiana, in cui confidarsi e confrontarsi ritrovando punti di riferimento e risposte,

  • Fornendo le necessarie informazioni in merito al problema esposto ed inviando, eventualmente, ad altro specialista.

Premesso che l’intervento psicologico o psicoterapico si fondano sulla reciproca collaborazione attiva di professionista e cliente, su un “contratto terapeutico” con precisi obiettivi e su una specifica relazione di fiducia reciproca, empatica, disponibile e accogliente, solo in itinere è possibile fare una valutazione dell'efficacia del percorso.


Cosa accade nella stanza di una terapia!?

Diciamo la verità…una delle prime immagini che ci viene in mente (me compresa) è quella di ritrovarci distesi su un lettino con una persona che ci ascolta e magari prende fiumi di appunti. Ecco, questo non è il mio modo di lavorare…fin dai primi momenti il processo terapeutico viene vissuto come un percorso di co-costruzione tra paziente e psicologo. Che vuol dire?!? un aspetto fondante in cui mi riconosco e che ritengo essenziale è il contributo e l’attiva partecipazione della persona in ogni fase del lavoro psicologico…in fondo il vero esperto nella stanza è il cliente…quello che posso fornire io è l’utilizzo di un metodo e di tecniche specifiche, siamo 2 esperti alle prese con una rielaborazione a 4 mani di una storia il cui protagonista resta la persona!! È molto difficile per me spiegare come si dipana la conversazione ma resta di fatto che intraprendere un percorso psicologico è appunto un processo in cui si intersecano dialoghi, domande, riflessioni e implicazioni di ciò che più ci sta a cuore o ci fa star male…con lo scopo di riprendere in mano una specifica situazione alla ricerca di nuovi modi di affrontarla e nuove vie da poter percorrere in autonomia una volta che le abbiamo costruite assieme e si conclude la terapia.


Psicologa Angelino Amalia (Lia)

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